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Il 10 novembre Fermi riceve l'annuncio ufficiale del conferimento del premio
                                          Nobel e decide di proseguire direttamente per gli Stati Uniti dopo il soggiorno a
                                          Stoccolma per la cerimonia di conferimento del premio. Nel corso dei suoi
                                          precedenti soggiorni negli Stati Uniti Fermi aveva maturato una profonda simpatia
                                          per quel Paese, come ricorda Emilio Segrè: «Lo attiravano i laboratori attrezzati,
                                          gli abbondanti mezzi di ricerca, l'entusiasmo che sentiva nella nuova generazione
                                          di fisici» e prosegue sottolineando come la decisione di emigrare fosse «più
                                          l'esecuzione di un piano a lungo meditato che una decisione improvvisa deter-
                                          minata dalle circostanze». Il 10 dicembre Fermi riceve a Stoccolma il premio
                                          Nobel per la fisica: «Per aver dimostrato l'esistenza di nuovi elementi radioattivi
                                          prodotti dall'irradiazione mediante neutroni e per la scoperta, legata alla
                                          precedente, delle reazioni nucleari provocate da neutroni lenti». Nella "Nobel
                                          Lecture" Fermi menziona l'ipotesi dei transuranici - ausonio ed esperio - e cita
                                          le ricerche di Otto Hahn e Lise Meitner i quali avrebbero identificato elementi
                                          fino al numero atomico 96. Ma nel frattempo una incredibile catena di
        Fermi mentre riceve il premio Nobel
        dal re Gustavo V (Stoccolma, 1938)    avvenimenti si era messa in moto: Otto Hahn, un valente radio chimico, e Fritz
                                          Strassmann, esperto di analisi chimiche, avevano individuato la presenza di bario

                                          radioattivo negli elementi prodotti bombardando l'uranio con neutroni e il
                                          22 dicembre 1938 inviano un articolo alla rivista "Naturwissenschaften" in cui
                                          annunciano la scoperta.
                                             Nelle bozze della "Nobel Lecture", Artificial radioactivity produced by neutron
                                          bombardment [Radioattività artificiale prodotta da bombardamento di neutroni]
                                          pubblicate nel 1939, Fermi aggiungerà una nota menzionando la scoperta:
                                          «E necessario riesaminare tutti i problemi relativi agli elementi transuranici,
        Gilberto Bernardini, Edoardo Amaldi,    considerandeo che molti di loro potrebbero rivelarsi i prodotti della fissione
        Enrico Fermi ed Enrico Persico in gita
        a San Martino di Castrozza (1938)     dell'uranio».


                                          1939 Fermi arriva a New York il 2 gennaio e molto presto viene a conoscenza
        La fissione dell'uranio
                                       -           della scoperta della fissione dell'uranio. L'articolo di Hahn e Strassmann
                                          è pubblicato in gennaio ma, come ricorda Segrè, «la notizia di queste sensazionali
                                          scoperte si diffuse a voce, per lettera e per telegramma mentre il lavoro procedeva
                                          e prima che fosse stato pubblicato qualsiasi risultato». Infatti nel frattempo Hahn
                                          era rimasto in contatto epistolare con Lise Meitner, anche lei ebrea e appena fuggita
                                          dalla Germania in circostanze avventurose. Proprio la Meitner lo aveva convinto,
                                          ai tempi della scoperta della radioattività indotta da neutroni, ad approfondire
                                          le ricerche riprendendo una collaborazione che risaliva ad anni addietro, quando
                                          avevano scoperto l'elemento 91, il protoattinio. La lettera di Hahn, con le stupefa-
                                          centi notizie della presenza di bario nei prodotti del bombardamento dell'uranio
                                          con neutroni, raggiunge la Meitner in vacanza in Svezia insieme a suo nipote
                                          Otto Frisch, collaboratore di Niels Bohr. I due interpretano correttamente i risul-
                                          tati e fanno una stima della quantità di energia liberata nel processo di fissione.
                                          Al suo ritorno a Copenhagen Frisch trova Bohr in partenza per gli Stati Uniti e
                                          gli comunica la notizia. Quest'ultimo arriva a New York verso la metà di gennaio e
                                          in poco tempo la notizia si diffonde fino a raggiungere Fermi. All'epoca, Herbert
                                          Anderson sta mettendo a punto una camera di ionizzazione collegata con un
                                          amplificatore lineare per la sua tesi sulla diffusione dei neutroni ottenuti con il


      162      L'opera scientifica di Enrico Fermi                                                      Luisa Bonolis
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